Oggi pomeriggio ci siamo trovati al parco. Gli stessi della foto di ieri.
Abbiamo tenuto una convention dal titolo
Metodi di avvicinamento al sonno notturno per pargoli tra otto e cinque anni e mezzo.
Sono venute fuori delle relazioni interessanti. Riassumo alcuni punti salienti.
Le due tecniche principali, per accompagnarli verso la notte, sono risultate essere la lettura (diretta oppure con lettore/rice dedicato/a) oppure il cinema, meglio specificato in una visione di cartoni a tema libero.
Essendo la fase più difficoltosa il prepararsi (abluzioni con lavaggio denti, mettersi in pigiama, decidere che ci si deve abbandonare al sonno, ecc), tecnica sopraffina è risultata essere il... ricatto. Tipo: interrompere a mezzo la visione del cartone e dichiarare, giulivi "il secondo tempo lo si guarda in pigiama e coi denti lavatiii!!!".
Dalla comparazione dei dati che ognuno ha conferito, sono risultati vari record mondiali (persino in categorie diverse) nei tempi: spogliarsi, filare in bagno, lavarsi mani e denti, rientrare in camera, infilarsi il pigiama, tornare a spalmarsi sul divano con gli occhi a palla verso lo schermo, il tutto è stato cronometrato intorno ai sei secondi (qualcuno diceva anche otto, ma la media è risultata essere poco sopra i sei). Giuro!
Un'ulteriore tecnica, sempre legata alla visione dei cartoni, è risultata essere quella della visione integrale (lungometraggio) con inizio prima di cena e secondo tempo after-dinner (il negroni NON è compreso nell'offerta). La finezza di questa particolare tecnica, detta anche "del pigiama integrato", è quella di porre il ricatto in chiaro già da subito: "guarda il cartone solo chi si mette il pigiama, ADESSO!". Di solito funziona, anche il ricatto può avere delle defaillances, e offre il vantaggio che a proiezione finita resta soltanto da lavarsi i denti. Facile.
Se nel frattempo, qualcuno non si sia addormentato davanti allo schermo...
Per la tecnica
lettura la questione è abbastanza semplice: chi sa leggere da sè (ed è dotato di abatjour personale alla testata del lettino con interruttore per lo spegnimento in loco), non crea alcun intralcio alla catena di montaggio e, dopo aver ingoiato l'ultimo boccone, col bolo ancora tutto appena sotto la bocca dello stomacuccio, viene dirottato in bagno per le rituali abluzioni e poi inserito entro le coperte con librino d'ordinanza. Luce grande spenta, autonomia con abatjour garantita: minimo cinque minuti, massimo dieci. Chi sgarra non riceve il secondo bacio della buonanotte (sempre che il primo se lo fosse meritato, nel frattempo).
Chi non legge ancora di suo (ne sono rimasti pochi, pochissimi, praticamente uno. A caso), usufruisce di un lettore o lettrice che si presta ad un breve brevissimo servizio di lettura a voce alta. Qui l'abilità sta tutta nell'utilizzare un tono di voce calante sul finir della frase. Il pargolo non-lettore comincia a spazientirsi e, dopo aver chiesto ripetutamente una lettura più consona alla sacralità del libro (la decimillesima lettura del volume sulle categorie scientifiche dei dinosauri), si scoccia e crolla esausto sul cuscino. Ronfava già da sveglio.
Tutto ciò ha una sua cornice di riferimento che non è normativa. Si tratta semplicemente dell'orario a cui i suddetti pargoli devono essere sotto le coperte. Il riferimento principale sono le 21.00: ogni famiglia, o meglio ogni coppia genitoriale, ha come suo anelato punto d'arrivo vitale quell'orario lì. La fine della giornata dei propri figli coincide, mediamente, con la rinascita dello spirito personale di ognuno: chi si fionda al pc a fare gli ultimi rilevamenti dell'esperimento di fisica subatomica lanciato dal laboratorio il giorno precedente (controllo dei parametri, monitoraggio dell'andamento delle misurazioni, ricalibratura al micron di quel malefico strumento che si era nel frattempo starato) e chi invece si limita a leggere il quotidiano che, a quell'ora della sera, è praticamente scaduto e comincia a disfarsi; chi si flippa con la rivista sulla tecnica evoluta dei telai in fibra di carbonio per biciclette da strada e chi si distrae giocando enne partite online di othello; chi si infila tra i libri per ripassare qualcosa in vista del concorso che ci sarà il mese prossimo, chi passa il suo tempo a curare il suo blog, come se fosse uno dei suoi pargoli, forse anzi meglio.
Eppure.
Eppure, chissà perché, pur cominciando le manovre di avvicinamento a tempo debito, le rilevazioni effettuate hanno tutte dato risultati ben oltre le aspettative orarie. O il film era troppo lungo, o il capitolo del libro lungi dal finire, o l'eccitazione per la giornata appena passata non accennava a placarsi, fatto sta che prima delle 21.30 nessuno è mai nel suo lettuccio. Mentre l'adulto, dentro di sé, nel profondo, impreca.
A proposito poi della fase "allEttamento", un babbo tenerone (non dico chi...) ha confessato persino di adagiarsi egli stesso sopra le coperte, accanto all'uomo piccolo che, essendo appunto piccolo e piuttosto timoroso del buio (dorme con due angeli custodi, detti i "bauetti" dal verso onomatopeico del cane), ama essere circondato dalle possenti e rassicuranti braccia paterne. Ops, mi sa che la descrizione di questa fase tradisca in qualche modo il protagonista babbesco... Chissà.
Infine, se e dove la pratica è seguita, esiste la problematica che va sotto il nome di "bacio della buonanotte" altrimenti detto, il sarcasmo è gratis, "commiato notturno". Fatte salve le responsabilità di quegli insulsi pusillanimi che si infilano nel letto (o accanto) coi propri pargoli, quello che va per la maggiore è sembrato essere un sano spirito da caserma. A una certa ora, giù il generale (intendendosi l'interruttore) e la camerata piomba nel buio più assoluto. Mitigato, in qualche caso ma non sempre, da un fievole riverbero di lampione che sale su dalla strada. Anche quelle futili tenerezze di cui sopra vengono declinate a seconda dei casi. Dal sondaggio, risulta vincente un sobrio militaresco
bacio della buonanotte senza manfrine che lascia i pargoli soddisfatti (eh eh eh) ma non abbastanza, pronti cioè per crollare nel sonno mentre aspettavano un anelato secondo salutino. In occasioni speciali, tipo feste comandate o particolari comportamenti virtuosi o cedimento strutturale dello stile educativo genitoriale, un secondo bacio può essere elargito. Ma sobrio, ci raccomandiamo.
Insomma, il briefing è stato utile, il confronto è sempre occasione per mettere a punto le proprie strategie oltre a capire come regolarsi, facendo tesoro delle esperienze altrui.
Ci siamo però immediatamente resi conto che un solo pomeriggio di studi non è stato affatto sufficiente a esaurire l'argomento, per cui abbiamo deciso di indire una seconda giornata di approfondimento che, vista la stagione a cui andiamo incontro, si è clamorosamente trasformata in due settimane (una soltanto per la famiglia desian: motivi di lavoro la scusa ufficiale; in verità, solo paura di non essere all'altezza, giacché mi presenterò senza profe che resta in città, beata lei!, per gli scrutini) di vacanze al mare, nel prossimo giugno.
Non c'è stato il minimo dubbio sulle date né sulla zona prescelta (la bassa costa campana, confine calabro), nessun tentennamento sul tipo di sistemazione: a questo punto non ci resta che prenotare il camping.
Pubblicheremo il report anche dell'approfondimento. Naturalmente!