1° tempo
Le scelte potevano essere molteplici. Rose oppure orchidee, un bel libro, un'ottima eau de toilette scelta nella profumeria più chic della città, magari con l'aiuto del babbo. Una fantastica torta gluten-free, sarebbe bastato anche un bel bacio sulle gote.
Invece la donna grande si è presentata con questa, alla festa della mamma:
2° tempo
Sotto la doccia, al mattino. L'uomo piccolo è lì accanto che si lava i denti. Si gira verso di me con sguardo indolente. Cosa potrà mai vedere attraverso il vetro pieno di goccioline?
- Mamma mia, babbo, hai una pancia!
- Come, scusa, uomo piccolo?! Non ho capito.
- Eh sì, hai un pancione. Dovresti metterti a dieta.
...
Come non volergli bene a questi delicati esserini che ci adorano?!
Ci adorano???
Per fortuna. Grunt!
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lunedì 14 maggio 2012
venerdì 11 maggio 2012
Amori
La profe, in questi giorni, è particolarmente innamorata del suo uomo piccolo.
Lui ci mette del suo, e lei sdilinquisce.
- Come sei bellino, uomo piccolo!
(Lui ammicca).
- Ma cosa ti è successo?! In questi giorni sei fantastico!
- Perché?!
- Non lo so. Sei diventato proprio un ometto, sei carino. Sei persino diventato empatico.
(La fulmina con lo sguardo).
- Antipatico?!
- Ma no, EMpatico.
(Sospettoso).
- Aha... E che vuol dire?!
(Sempre più sospettoso).
- Vuol dire che hai imparato a metterti nei panni degli altri.
- Ma qua siete tutti matti... Io i panni c'ho i miei!!!
Lui ci mette del suo, e lei sdilinquisce.
- Come sei bellino, uomo piccolo!
(Lui ammicca).
- Ma cosa ti è successo?! In questi giorni sei fantastico!
- Perché?!
- Non lo so. Sei diventato proprio un ometto, sei carino. Sei persino diventato empatico.
(La fulmina con lo sguardo).
- Antipatico?!
- Ma no, EMpatico.
(Sospettoso).
- Aha... E che vuol dire?!
(Sempre più sospettoso).
- Vuol dire che hai imparato a metterti nei panni degli altri.
- Ma qua siete tutti matti... Io i panni c'ho i miei!!!
domenica 30 ottobre 2011
Colpi bassi
"Eh no, mamma, tu non ci sai proprio fare con l'ironia".
Parola di donna grande.
Parola di donna grande.
domenica 28 febbraio 2010
Marianne enceinte, une pub polémique
Questo post l'ho preso in prestito, interamente, titolo compreso, dal sito/blog http://www.taninoferri.com/.
Mi sembrava molto interessante e per diversi motivi.
Nicolas Sarkozy, Presidente della Repubblica francese, ha deciso di utilizzare il simbolo repubblicano, La Marianne, per promuovere la campagna per un grande prestito, 35 miliardi di euro, per programmi di ricerca, investimenti nel settore digitale, ed aiuti alle piccole e medie imprese.
Ma la Francia non è l'Italia, l'opposizione è in guardia ed il partito socialista francese ha denunciato un "triple scandale" politico, democratico e budgetario e ne ha chiesto l'annullamento perché "l'Etat a une obligation de neutralité" soprattutto alla vigilia delle elezioni regionali. Insomma rimproverano al Governo di utilizzare della "propagande politique au service des listes de l'UMP aux frais du contribuable".
In un contesto elettorale segnato da un forte dibattito sull'identità nazionale, utilizzare il simbolo della Marianne, a favore di una sola parte politica, solleva un grosso problema di unità nazionale.
Inoltre questa particolare rappresentazione della Marianna è contro la simbologia tradizionale:"Moitié Athéna, moitié Jeanne d'Arc, c'est une figure d'amazone vierge et protectrice de la cité. Elle n'est pas censée être mère!".
Mi sembrava molto interessante e per diversi motivi.
Nicolas Sarkozy, Presidente della Repubblica francese, ha deciso di utilizzare il simbolo repubblicano, La Marianne, per promuovere la campagna per un grande prestito, 35 miliardi di euro, per programmi di ricerca, investimenti nel settore digitale, ed aiuti alle piccole e medie imprese.Ma la Francia non è l'Italia, l'opposizione è in guardia ed il partito socialista francese ha denunciato un "triple scandale" politico, democratico e budgetario e ne ha chiesto l'annullamento perché "l'Etat a une obligation de neutralité" soprattutto alla vigilia delle elezioni regionali. Insomma rimproverano al Governo di utilizzare della "propagande politique au service des listes de l'UMP aux frais du contribuable".
In un contesto elettorale segnato da un forte dibattito sull'identità nazionale, utilizzare il simbolo della Marianne, a favore di una sola parte politica, solleva un grosso problema di unità nazionale.
Inoltre questa particolare rappresentazione della Marianna è contro la simbologia tradizionale:"Moitié Athéna, moitié Jeanne d'Arc, c'est une figure d'amazone vierge et protectrice de la cité. Elle n'est pas censée être mère!".
martedì 16 giugno 2009
Paradisi e malinconie
La mattina la barca ti accompagna in un angolo di paradiso. Calette come ne hai viste poche.
Dove sguazzi dentro un'acqua che sembra non esserci tanto è trasparente.
Tutto ciò non basta. La mamma non è qui. La mamma è la mamma (e per fortuna!).
La donna grande crolla: la serata è finita in una disperazione sincera. Un pianto inconsolabile.
E cosa fa in babbo in questi casi? Chi è lui? Che spazio ha se neppure amore, coccole e rassicurazioni valgono a placare la disperazione?!
Eppure il babbo è lì, ti nuoterà accanto domattina in quel mare trasparente che ci culla e ci sostiene, galleggiando. Finché la mamma arriva e ci sostiene tutti, grandi e piccoli.
Perché la nostalgia non ha età. E nemmeno prezzo...
Dove sguazzi dentro un'acqua che sembra non esserci tanto è trasparente.
Tutto ciò non basta. La mamma non è qui. La mamma è la mamma (e per fortuna!).
La donna grande crolla: la serata è finita in una disperazione sincera. Un pianto inconsolabile.
E cosa fa in babbo in questi casi? Chi è lui? Che spazio ha se neppure amore, coccole e rassicurazioni valgono a placare la disperazione?!
Eppure il babbo è lì, ti nuoterà accanto domattina in quel mare trasparente che ci culla e ci sostiene, galleggiando. Finché la mamma arriva e ci sostiene tutti, grandi e piccoli.
Perché la nostalgia non ha età. E nemmeno prezzo...
venerdì 12 giugno 2009
Come ti vedono
Ultima settimana di scuola, per i piccoli ma anche per la profe.
Il livello di delirio sta toccando vette assolute, lunari.
Poesia pura.
La profe è in apnea: la mattina ha lezione e il pomeriggio viene risucchiata di nuovo dentro la pancia della scuola per gli scrutini. Dalle 14.00 alle 19.00, tempo netto.
I pargoli, stracotti dalle fatiche dell'anno scolastico (a proposito, parlavo l'altro giorno con la dirigente scolastica la quale mi informava che la tendenza del Miur è quella di allungare il calendario scolastico nei prossimi anni, fino a farlo terminare intorno al 20 giugno...), fanno fatica a concludere lucidamente le loro giornate.
In tutto questo, il sottoscritto non si fa mancare nulla: dopo l'ormai nota pizzata dei babbi, desian ha avuto qualche altro impegno. Li numero, si vedono meglio:
1) festa di fine anno della classe dell'uomo piccolo (babbi in pista: 2; il resto mamme);
2) accompagnamento mattutino pargoli a scuola, cinque giorni su cinque;
3) presenza all'uscita di scuola, due giorni su cinque;
4) visita audiologica dell'uomo piccolo, in orario scolastico (accompagna la donna grande a scuola, via dall'audiologo, riaccompagna l'uomo piccolo a scuola);
5) anche il gatto ha bisogno di manutenzione: porta il gatto dal veterinario. Anche le feci: sceglile nella cassettina...;
6) corri a prenotare i libri di scuola per il prossimo anno scolastico (sono o non sono il rappresentante di classe?!?!);
7) vai dal fotografo a ritirare le foto di classe. Distribuiscile a tutti. Rincorrendoli... (vedi sopra);
8) riunione illustrativa del prossimo anno scolastico con la dirigente: l'uomo piccolo a settembre va in prima;
9) saggio di musica della donna grande: una pianista si vede dal mattino. Tanti esercizi...
10) gelato per tutti dopo il saggio di musica: mai vista tanta panna soccombere alla forza di gravità come ieri pomeriggio.
Inoltre, ma così, per sfizio, ho anche lavorato, perlopiù fuori città.
Non mi ricordo cosa facessi nella vita prima di avere due figli...
Probabilmente mi hanno già licenziato e non me lo hanno detto.
In questo tunnel degli orrori, l'unico modo per sopravvivere è quello di tapparsi gli occhi, testa bassa e pedalare.
Per fortuna esistono gli amici che, effettivamente, ti vedono girellare come una trottola e ogni tanto provano a darti il senso di ciò che ti accade. Una in particolare, mamma di una compagna di classe dell'uomo piccolo, stamattina deve avermi visto un po' provato e ha amichevolmente dato la simbolica pacca di consolazione:
"Toh!, ecco il ragazzo padre!!!".
...
L'ho ringraziata per il complimento: ragazzo.
Ah!, dimenticavo: domattina, desian imbarca i pargoli e se ne va al mare. In vacanza.
Lasciando la profe libera, rilassata e finalmente scevra da qualsiasi preoccupazione: potrà dedicarsi anima e corpo ai suoi studenti, agli scrutini, alle ultime manfrine burocratiche.
In fondo, dopo aver poltrito così tanto, una settimana da solo con entrambi i pargoli mi fa un baffo: speriamo soltanto che non mi finisca troppa sabbia nel letto... Umpf!
Il livello di delirio sta toccando vette assolute, lunari.
Poesia pura.
La profe è in apnea: la mattina ha lezione e il pomeriggio viene risucchiata di nuovo dentro la pancia della scuola per gli scrutini. Dalle 14.00 alle 19.00, tempo netto.
I pargoli, stracotti dalle fatiche dell'anno scolastico (a proposito, parlavo l'altro giorno con la dirigente scolastica la quale mi informava che la tendenza del Miur è quella di allungare il calendario scolastico nei prossimi anni, fino a farlo terminare intorno al 20 giugno...), fanno fatica a concludere lucidamente le loro giornate.
In tutto questo, il sottoscritto non si fa mancare nulla: dopo l'ormai nota pizzata dei babbi, desian ha avuto qualche altro impegno. Li numero, si vedono meglio:
1) festa di fine anno della classe dell'uomo piccolo (babbi in pista: 2; il resto mamme);
2) accompagnamento mattutino pargoli a scuola, cinque giorni su cinque;
3) presenza all'uscita di scuola, due giorni su cinque;
4) visita audiologica dell'uomo piccolo, in orario scolastico (accompagna la donna grande a scuola, via dall'audiologo, riaccompagna l'uomo piccolo a scuola);
5) anche il gatto ha bisogno di manutenzione: porta il gatto dal veterinario. Anche le feci: sceglile nella cassettina...;
6) corri a prenotare i libri di scuola per il prossimo anno scolastico (sono o non sono il rappresentante di classe?!?!);
7) vai dal fotografo a ritirare le foto di classe. Distribuiscile a tutti. Rincorrendoli... (vedi sopra);
8) riunione illustrativa del prossimo anno scolastico con la dirigente: l'uomo piccolo a settembre va in prima;
9) saggio di musica della donna grande: una pianista si vede dal mattino. Tanti esercizi...
10) gelato per tutti dopo il saggio di musica: mai vista tanta panna soccombere alla forza di gravità come ieri pomeriggio.
Inoltre, ma così, per sfizio, ho anche lavorato, perlopiù fuori città.
Non mi ricordo cosa facessi nella vita prima di avere due figli...
Probabilmente mi hanno già licenziato e non me lo hanno detto.
In questo tunnel degli orrori, l'unico modo per sopravvivere è quello di tapparsi gli occhi, testa bassa e pedalare.
Per fortuna esistono gli amici che, effettivamente, ti vedono girellare come una trottola e ogni tanto provano a darti il senso di ciò che ti accade. Una in particolare, mamma di una compagna di classe dell'uomo piccolo, stamattina deve avermi visto un po' provato e ha amichevolmente dato la simbolica pacca di consolazione:
"Toh!, ecco il ragazzo padre!!!".
...
L'ho ringraziata per il complimento: ragazzo.
Ah!, dimenticavo: domattina, desian imbarca i pargoli e se ne va al mare. In vacanza.
Lasciando la profe libera, rilassata e finalmente scevra da qualsiasi preoccupazione: potrà dedicarsi anima e corpo ai suoi studenti, agli scrutini, alle ultime manfrine burocratiche.
In fondo, dopo aver poltrito così tanto, una settimana da solo con entrambi i pargoli mi fa un baffo: speriamo soltanto che non mi finisca troppa sabbia nel letto... Umpf!
martedì 12 maggio 2009
MamChe?!
Beh? Che c'è di strano?!
Sì, lo so.
Ce l'ho messo io il logo del Mam, "io parlo", qui accanto. E allora?!
E sono loro che sono autoreferenziali, il loro universo è monocellulare: "le mamme" e nient'altro, parlano solo al femminile: l'ho già raccontato altrove.
E' che non me la sentivo di lasciarle sole, poi chissà cosa si dicono, senza nessuno di noi che le ascolta. Son capaci di cose terribili, 'ste qua.
Certo, ho dovuto camuffarmi proprio per bene, farò persino un intervento. Forse.
Vado là, dò una controllatina, tanto per tenerle d'occhio. Che la situazione non ci scappi di mano.
(...)
Però, non vorrete mica faccia tutto io!: forza babbi (blogger e non solo), venite a darmi una mano. Daiii!
(Ci vediamo a Milano, CARI. Sabato 23).
Torno serio: ringrazio Jolanda che, commentando il post di cui dicevo poche righe fa, mi ha invitato a partecipare. Ho fatto un po' di scena, ho risposto solo dopo un paio di giorni. Ma non potevo (e non volevo) proprio rifiutare. Dire che mi fa piacere partecipare è appena un eufemismo.
Sì, lo so.
Ce l'ho messo io il logo del Mam, "io parlo", qui accanto. E allora?!
E sono loro che sono autoreferenziali, il loro universo è monocellulare: "le mamme" e nient'altro, parlano solo al femminile: l'ho già raccontato altrove.
E' che non me la sentivo di lasciarle sole, poi chissà cosa si dicono, senza nessuno di noi che le ascolta. Son capaci di cose terribili, 'ste qua.
Certo, ho dovuto camuffarmi proprio per bene, farò persino un intervento. Forse.
Vado là, dò una controllatina, tanto per tenerle d'occhio. Che la situazione non ci scappi di mano.
(...)
Però, non vorrete mica faccia tutto io!: forza babbi (blogger e non solo), venite a darmi una mano. Daiii!
(Ci vediamo a Milano, CARI. Sabato 23).
Torno serio: ringrazio Jolanda che, commentando il post di cui dicevo poche righe fa, mi ha invitato a partecipare. Ho fatto un po' di scena, ho risposto solo dopo un paio di giorni. Ma non potevo (e non volevo) proprio rifiutare. Dire che mi fa piacere partecipare è appena un eufemismo.
martedì 21 aprile 2009
Tempi duri
Tempi duri, per l'uomo piccolo.
La donna grande è uno splendore di quasi ottenne, con quelle gamberelle secche che si aggiravano, ad esempio, per calli e campielli veneziani qualche giorno fa. E con tutta la perfidia della donna ormai conscia del proprio fascinoso potere sui genitori, di un'ironia pressoché sarcastica. Soprattutto per ammaliare. Soprattutto per prendere vantaggio, sul piccolo che ancora certi trucchi non li conosce o non li usa.
Tempi duri, sopportare una donna grande per sorella. Con tutta la sofferenza di una passione totale nei suoi confronti, di un'adorazione assoluta e solare. Il suo punto di riferimento, unico e solo, che gli si rivolge contro. Il suo fulgido sole adesso sa che può approfittarne. Che, se vuole, lo stende. Ma sa anche che può osare, che questo suo fascino di donna grande che cresce, che ingentilisce con ironia, che sa come ottenere senza sotterfugi, stende tutti. E la fa vincente.
Tempi duri per l'uomo piccolo, trovarsi la donna grande che lo prende per mano all'improvviso e lo guida sui marciapiedi delle nostre passeggiate: non per nulla, nei loro giochi, ultimamente a lui tocca il ruolo del cagnolino. Gli tocca abbaiare, riconoscente per un osso gettato con ostentazione. L'osso del farlo partecipare alla sua esistenza di gioco.
Una piccola tirannide, ma tutta giocata sui toni della dolcezza quasi dovuta, su un equilibrio che si incrina poche volte. Quando proprio il troppo è troppo. Se è troppo.
E anche le famose, in casa, brontolate hanno un peso diverso, procurano reazioni del tutto opposte. La donna grande ormai grande ed avvezza alla gestione del rimprovero, sa come squadrarti, sa come farti capire che ha capito. E che tutto sommato, non si preoccupa più. Di tanto.
Tempi duri, invece, per l'uomo piccolo. Che adesso si sente solo, a far fronte senza schermo alle brontolate tutte su misura. La sua. Con continuità e costanza.
La donna grande, lei, schiva alla grande.
E l'uomo piccolo, sbotta, sempre più spesso, sempre più frustrato, sempre più impotente: "mamma, ma lei non la brontoli mai".
mercoledì 8 aprile 2009
Venezia è arrivata
Ebbene sì, l'avevo detto qui (si era capito vero?): per qualche giorno ce ne andiamo, Venezia sarà la nostra casa, almeno fino a domenica.
Sono le nostre piccole vacanze, solo noi quattro, dopo un inverno piuttosto difficile, con la profe che era crollata allora. E dietro il crollo c'è sempre qualcosa.
Ora vogliamo distrarci, pensiamo un po' a noi. Ci riposeremo divertendoci e stando lontani dai nostri pensieri, dai medici, dalle preoccupazioni. E col cellulare spento.
In questi ultimissimi giorni, tutti insieme, abbiamo dato un'occhiata a quello che ci aspettava, abbiamo fatto un minimo programma. Essenziale, non vogliamo strafare.
E allora: la donna grande ha solennemente dichiarato che lei non vuole farsi aspettative, tutto deve essere una sorpresa; l'uomo piccolo invece, oltre ad avere avuto una piccola crisi stasera che è culminata con un laconico "a me non piace viaggiare", ha esternato tutta la sua preoccupazione "ma se Venezia è tutta sull'acqua... noi dove camminiamo!?!".
Eh già, non ci avevo mica pensato.
Sono le nostre piccole vacanze, solo noi quattro, dopo un inverno piuttosto difficile, con la profe che era crollata allora. E dietro il crollo c'è sempre qualcosa.
Ora vogliamo distrarci, pensiamo un po' a noi. Ci riposeremo divertendoci e stando lontani dai nostri pensieri, dai medici, dalle preoccupazioni. E col cellulare spento.
In questi ultimissimi giorni, tutti insieme, abbiamo dato un'occhiata a quello che ci aspettava, abbiamo fatto un minimo programma. Essenziale, non vogliamo strafare.
E allora: la donna grande ha solennemente dichiarato che lei non vuole farsi aspettative, tutto deve essere una sorpresa; l'uomo piccolo invece, oltre ad avere avuto una piccola crisi stasera che è culminata con un laconico "a me non piace viaggiare", ha esternato tutta la sua preoccupazione "ma se Venezia è tutta sull'acqua... noi dove camminiamo!?!".
Eh già, non ci avevo mica pensato.
sabato 21 febbraio 2009
Mamma
Torna da scuola, oggi, la profe un po' mogia. Sarà mica accaduto qualcosa? No, eh?! Sondo.
- Ciao...
- Umpf...
- Mmmhh.
- No, è che...
(contemporaneamente) - Vuoi che... - Dai sputa il ro...
- Ecco , appunto ti racconto.
- ...Sì?
- Ma no, niente di grave.
Niente?
- Insomma c'è questa ragazzina, no?
- Eh.
- Quella carina, simpatica che però combina un monte di casini. Ti ricordi che prima di natale aveva avuto quel problema (...)?
- Certo, era preoccupata per quella storia (...). E allora?
- No, è che oggi, a ricreazione, a un certo punto mi viene incontro.
- E...?
- Si avvicina, tutta sorridente eh, e mi fa: “Senta profè, la posso chiamare mamma”?
Il mega-ego vacilla. L'autorevolezza istituzionale, invece, crolla.
- Ciao...
- Umpf...
- Mmmhh.
- No, è che...
(contemporaneamente) - Vuoi che... - Dai sputa il ro...
- Ecco , appunto ti racconto.
- ...Sì?
- Ma no, niente di grave.
Niente?
- Insomma c'è questa ragazzina, no?
- Eh.
- Quella carina, simpatica che però combina un monte di casini. Ti ricordi che prima di natale aveva avuto quel problema (...)?
- Certo, era preoccupata per quella storia (...). E allora?
- No, è che oggi, a ricreazione, a un certo punto mi viene incontro.
- E...?
- Si avvicina, tutta sorridente eh, e mi fa: “Senta profè, la posso chiamare mamma”?
Il mega-ego vacilla. L'autorevolezza istituzionale, invece, crolla.
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