giovedì 24 novembre 2016

Gli anfibi e il rosa

Avvertenza: questo post è stato scritto, se i dati di Blogspot sono giusti, in un giorno di dicembre del 2013 e mai, credo..., pubblicato. L'ho ritrovato quasi per caso, l'ho riletto. L'ho trovato carino. Anche quello che c'è scritto risale, come è ovvio, al 2013 e quegli anfibi ormai non ci sono più. E magari la donna grande, a rileggersi, si troverà molto diversa. E magari non troppo contenta di essere finita di nuovo qui. Io però lo pubblico lo stesso. Sono o non sono il suo genitore?!

La donna grande ha comprato il suo primo paio di anfibi.
Che, nel passaggio esistenziale da ragazzina/bambinetta a squinzia, promette proprio bene.
Prima di tutto perché potevano capitare scarpine rosa e tulle rosa e volants e perline sempre rosa e luccichini ancora una volta rosa (insomma quelle figliole pissere da morire di cui è pieno certo immaginario femminile - e anche maschile rispetto alla donna, troppo spesso), e poi perché la scelta è nata tutta nel suo mondo, nel confronto tra lei e le sue amiche, senza che l'adulto, nessun adulto, la influenzasse nella scelta.
Insomma, fino a qui tutto bene, come diceva il tale che stava precipitando senza paracadute. I piani del grattacielo si susseguono a velocità vertiginosa nella caduta verso l'adolescenza ma per ora non ci siamo fatti niente. L'ottimismo della volontà.
Unico vezzo, per tornare al piano dell'identità di genere, è che gli anfibi sono di vernice, invece che opachi, e nero-dark-squinziesco invece che verde militare. Ah, dimenticavo: hanno anche la cerniera laterale, oltre ai lacci d'ordinanza. Insomma, una molto libera interpretazione dell'essere se stessi: uguali tra gli uguali e differenti tra i differenti.
Salvato anche il relativismo che guida tempestosamente, visti i tempi di assolutismo di ritorno, il nostro quotidiano non si può che godersi la scelta sperando che certo rosa assomigli sempre meno al burqa nostrum (per citare una geniale formula che qualcuno ha pensato bene di ricamare con amarissimo sarcasmo sui grembiuli da cucina) che è oggi.

1 commento:

  1. Gioia mia, dicono poi che l'adolescenza dei figli può durare dai 10 ai 20 anni. Non ho capito se loro o nostri.

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