Sono superficiali, onnidimensionali, disordinatissime, rompiscatole e materialiste.
Parlano troppo e non ci ascoltano mai.
Rinunciano a molte delle cose che avrebbero piacere a fare, così almeno ci sembra, sommerse dai sensi di colpa.
Sono ondivaghe, creative, sognatrici, per loro il "punto" è soltanto un lungo viaggio di avvicinamento. Di tutto ciò sanno rammaricarsi come nessun altro.
Sono le donne, creature misteriose almeno quanto gli uomini.
Esseri insopportabili di cui non si può fare a meno.
Dopo anni di conversazioni con gli amici sposati e no, desian si è convinto che nella convivenza tra uomini e donne c’è qualcosa che non va.
I mariti sono tutti mediamente isterici, e piuttosto rancorosi.
La casa è come una prigione, alla quale farebbero di tutto per non tornare.
Anche lo straordinario in ufficio.
Il fatto è che avevano sposato splendide ragazze piene di voglie.
E ora dividono il letto con maestrine agguerrite pronte a bacchettarli sulle mani e sui piedi a ogni piccolo movimento.
E che, come se non bastasse, hanno sempre mal di testa.
Meglio i figli, allora, che in confronto sono molto più maturi. E il mal di testa non sanno nemmeno cosa sia.
Le mogli, incredule, si sentono sotto esame.
Si chiedono perché, malgrado la loro buona volontà, qualunque cosa facciano venga criticata (“il minestrone non era un granché”, “fattelo da solo, se sei capace!”).
La casa è come l’antro della strega, ti conviene camminare rasente i muri per non far notare chi sei.
O rimanere in ufficio.
Il fatto è che avevano sposato dei ragazzoni aitanti, pieni di prospettive.
E ora dividono il bagno con ectoplasmi mollicci, completamente fuori allenamento.
Che spesso hanno rigurgiti di adolescenza inquieta e anima brufolosa.
Insomma la vita a due è un tunnel, un imbuto, una strada a senso unico di paure e recriminazioni.
Però così non se ne esce.
Ci vuole a tutti i costi una corsia di emergenza.
desian ci ha pensato, e ha deciso di adottare la tattica “se non puoi combatterla fattela amica”.
Ha preso un po’ di donne a caso, le ha osservate, analizzate, catalogate e taggate: il marketing è proprio una brutta bestia. Con qualcuna ci ha anche parlato. Poco, fanno già tutto loro.
Poi ha definito alcune strategie femminili che farebbero bene anche a noi uomini, se solo riuscissimo a metterle in pratica.
Strategia numero 1 Il corso di yogaIl corso di yoga non è indispensabile.
Si può anche saltare: inutile affrontare il sole di mezzogiorno in un giorno d’estate o la neve di gennaio, l’influenza in arrivo o la distorsione del mignolo. Tanto poi il corso di yoga si fa al chiuso. E il mignolo non si usa, al massimo lo si visualizza.
Comunque, se nessuna emergenza si presenta a salvarle, hanno sempre la borsa pronta in macchina, ancora meglio, si evita di disfarla, tanto a yoga la roba comunque neanche si risporca.
Non esistono schiamazzi del capoufficio (è lei!), isterie della suocera, lamentele di mariti e fidanzati abbastanza potenti da far desistere una donna dalla volontà di rinunciare al suo corso di yoga (o di feldenkrais, o di spinning, danza del ventre, uscita con le amiche, laboratorio di scrittura, o serata mamme blogger…).
Ché poi magari stasera hanno quel po' di mal di testa. E non hanno nemmeno il moment dietro.
Alzi la mano chi tra gli uomini almeno una volta non ha imprecato contro la rinuncia al corso di yoga (o di feldenkrais…) ovvero all'idea di una serata tranquilla andata in fumo.
Alzi la mano chi non ha detto “e invece io, la mia partita di calcetto (o di tennis, o birra con gli amici, o concerto col gruppo, o biliardo, o maratona, o scudetto…) non l'ho mai saltata; perché accidenti tu riesci a saltarne due su tre? Che stasera c'era un bel film, in tv!". Totti attore protagonista.
Invece di imprecare prendiamo esempio. Se il loro impegno non è indispensabile, si può anche saltare. Ma non così tanto spesso.
Che lo facciano un po' sul serio, e senza scuse.
Strategia n 2 Sono impegnata“lo so che vuoi parlarmi della Maratona delle Dolomiti ma adesso sono impegnata”.
“la randonnée in bicicletta? Sono impegnata”.
“falla po'o lunga sono impegnata”.
Una donna impegnata lavora, pensa alla cena, telefona al pediatra, manda un sms a tutte le mamme per organizzare una festa, e risponde ai suoi figli. Quante soddisfazioni.
Un uomo impegnato è un uomo concentrato su una sola cosa, meschino!, una soltanto.
Ma almeno una volta ogni tanto ruggire un “sono impegnato” mentre si è concentrati su quell'unica cosa da più di un mese aiuta a finirla entro il mese successivo.
È garantito.
Strategia n.3 La cuoca ributtante
“Cosa cucino oggi?” è l’incubo annuale del padre cuciniere.
Il
cosa cucino è un quesito esistenziale, che ha a che fare con la salute, l’economia, l’ambiente, la gestione dei conflitti (“no babbo, il minestrone no, lascia perdere non è per te”). Del povero malcapitato.
Ha la stessa dignità di una opzione politica (anzi di questi tempi anche di più). E in più deve restare memorabile, da calendario: e con questa, per quest'anno, uff!, ho già dato.
La donna media invece non si cura del cibo (lo maneggia ogni giorno), nessuno le ha insegnato a cucinare (“non lo so fare io il polpo alla luciana, oh”), salvo sedersi a tavola e sperare che quello che lui ha preparato (vedi sopra) non le abbia distrutto la cucina. Nemmen graffiato il frigo.
In quanto ai bambini… Ma perché, non mangiano quello che mangiamo noi? Ah no?!
Il consiglio è uno solo, imparate da loro. Fate anche voi uno sciopero dei fornelli (magari proprio quel giorno lì) e chi s’è visto s’è visto. L'anno passerà ugualmente veloce.
Strategia n.4 Io non leggo la listaLe mandate a comprare la verza e, oltre quella, tornano a casa con tonnellate di finocchi (“erano in offerta”), gli chiedete otto-vasetti-otto di crème caramel e tornano con due vasettini di yogurth magro bulgaro (“a me non è mai piaciuto”, “devi soffrì”).
Non sono imbranate, ma è la tecnica del “perché perder tempo a leggere la lista, so io di cosa c'è bisogno in casa”.
E’ una tecnica infallibile, che scoraggia l’avversario a colpi di imprese mal riuscite: l'ajax pavimenti l'avevate già comprato voi, ieri; lei ne porta a casa il terzo flacone (eh sì, il vostro era comunque il secondo...).
Si può usare a casa, ma anche sul lavoro, in condominio e alle riunioni dei genitori.
Alla fine nessuno vi chiede più niente.
desian è diventato un esperto nel settore: sono decenni che la spesa la fa lui (per conferma, chiedete pure).
A casa, così, rigida divisione dei compiti.
Ma bisogna essere disposti a riscrivere la lista decine di volte prima che si decidano a leggerla. Magari provate con l'inglese.
Corn flakes è già tradotto.
Strategia n 5 Basta che non si muovaVoi vi fate tremila complessi sul peso ideale e i pettorali (ecchi l'ha mai visti?!) e loro neanche vi guardano.
Voi passereste ore a calcetto (tennis, maratona...) per essere tonici e reattivi e loro vi fanno notare la panci(ett)a.
Voi parlate dei vostri desideri più nascosti e loro hanno il mal di testa (ce l'avevano da stamattina ma non hanno detto nulla per non rovinarvi la serata – sic!).
Qui c’è poco da fare.
Imitatele.
La vita è breve e chi s’è visto s’è visto: giratevi dall'altra parte anche voi, pensate al telaio in fibra di carbonio che domattina v'aspetta.
Per il grande amore, lo spirito romantico, l’unione dei corpi e delle menti c’è sempre tempo, dopo.
Intanto
pensate a divertirvi. E non crediate di farlo davvero.
Naturalmente non posso che ringraziare la mitica
Piattina: questo suo
post resta fantastico, uno dei più divertenti che abbia letto, e il gioco di specchi, lo scherzo, il divertissement in cui mi sono immeritatamente prodigato è in pratica opera sua. Spero non me ne voglia...
Dal canto mio, amando i giochi con le parole, non ho fatto altro che ribaltare qualche punto di vista, mettere in corto circuito alcuni significati, rovesciato situazioni e "luoghi
comuni": mi sono divertito molto. Mi perdonerete, se è il caso.
Poi, se a legger bene i rispecchiamenti della realtà, se a guardar con attenzione e fantasia nel profondo delle righe scherzose si dovesse notare qualche minuscola verità affiorare, ne sarei doppiamente sorpreso e divertito.
Insomma, smitizzare rovesciando.
Su una cosa però sono totalmente d'accordo: la vita a due è un tunnel, un imbuto, una strada a senso unico di paure e recriminazioni. Mi annoierei da morire,
senza.
Ché il calcetto non è affatto, ma affatto, la stessa cosa.