lunedì 6 luglio 2009

Gli accessori del babbo (1): il pannolino

Beh?! Cosa c'è da ridere?
E invece avete letto proprio bene: "il pannolino".
Perché so di cosa parlo: con la profe, donna di grandi doti analitiche (come ogni vero scienziato) e di temperamento perfezionista (come ogni vera mamma), ai tempi rivaleggiavo in competenze merceologiche.
L'esame delle innumerevoli tipologie (perlopiù prodotte da un paio di fabbriche, alla faccia della concorrenza) presenti sugli scaffali dei super aveva dato un solo vincitore nel famigerato rapporto qualità-prezzo. E non era una marca superstar, tutt'altro.
Quasi fossero una madeleine, per lunghi anni abbiamo comprato sempre gli stessi, scarrellando solo quando c'era qualche offerta sul prezzo di quelli che, identici ai nostri alla prova dell'utilizzo quotidiano, costavano cifre da oreficeria. Ma si sa: anche il culetto vuole la sua parte. O no?!

Ero anche un provetto cambiatore. Avevo la mia tecnica, sempre identica a se stessa, stessi movimenti, stessa sequenza procedurale con velocissima manovra di copertura genitale: contro le pipì improvvise (in effetti ne presi pochissime addosso). Insomma, l'alienazione di Charlie Chaplin in Tempi moderni, in confronto alla mia, era da dilettanti.

Convinto assertore della necessità di applicare ad ogni cambio la crema all'ossido di zinco (ma di quella riparleremo), ero una specie di manipolatore di pannolino usato-salviettina detergente-culetto al lavandino-sapone a ph neutrissimo-asciugatura rapida-spalmatura crema suddetta-inserimento dentro il pannolino-velcratura istantanea definitiva.
La tutina, infine, a guarnizione.
Ero un mago, ero.
Aaahhh...

Ricordo ancora le scorpacciate di pacchi sestupli (scomparivo dietro carrelli morbidissimi), il passaggio di taglia che avveniva con regolarità sorprendente (si potevano contare con esattezza i giorni che mancavano allo step successivo), il prendere la mano nel serrare (si fa per dire, eh!) il velcro evitando la strizzata dello stomaco, il repentino successivo rilascio dei neonati santissimi sfinteri appena finito il cambio e... via!, si ricominciava daccapo.

E per fortuna che la nostra amica new-age non riuscì a convincerci, nei mesi dell'attesa della donna grande, ad usare i ciripà di stoffa lavabili. Perché va bene l'ecologia, va bene aver cambiato centinaia di sordidi pannolini che non si biodegraderanno neanche nel prossimo millennio ma anche lavare il contenitore della sacra cacca, bè quello non so se lo avrei sopportato.

Perché un babbo si vede anche da quello. Da quanto è capace di venir fuori dalla cacca. Ma letteralmente, eh!

6 commenti:

  1. Concordo con il finale. C'è la scuola di pensiero dei papà che non sopportano l'idea di cambiare un pannolino. Personalmente, non ho mai avuto problemi. Anzi, il cambio dei bambini è stata ed è una delle aree in cui mi sento più ferrato. Mi difendevo anche sul prezzo al pezzo dei pannolini di varie marche. E pochissime (o nessuna) pipì addosso. Ma alla crema all'ossido di zinco applicata ad ogni cambio non sono arrivato...

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  2. Peccato che non abbiate scelto i lavabili :-( avreste risparmiato un sacco di soldi e tante irritazioni (e ossido di zinco) al sederino del vostro bimbo :-( Oltre il fatto che i lavabili non sono solo Ciripà....contrariamente a quello che dice la vostra amica new-age ;-)

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  3. Mo' faccio outing. E confesso che i primi cambi di pannolino ai neonani io non ho avuto il coraggio di farli, troppo fragili mi sembravano quelle cosine lì. E neanche i primi bagnetti: tutta roba che ha fatto il papà.
    Era anche espertissimo di prezzi, sapeva il prezzo/pannolino di tutte le marche :-)
    Ovviamente, crema all'ossido di zinco a volontà, ad ogni cambio fino alla fine. Anzi, ne ho ancora un paio di vasetti intonsi, se serve a qualcuno...

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  4. Anche il mio ragazzo ha cambiato milioni di pannolini; è un'esperienza che può insegnare molto :-D
    Ad ogni modo noi non siamo mai riusciti ad evitarci le pipì improvvise! Sembra sempre aspettare giusto quella frazione di secondo per.. traaac! Un tempismo..
    eh, ci vuole esercizio...

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  5. @do minore: credo di aver sostenuto da solo (la profe era meno sistematica) l'intera economia del comparto "crema all'ossido di zinco"

    @arianna: naturalmente ironizzavo: la nostra fantastica amica new age è una delle persone migliori che conosco, per etica dei comportamenti e stile di vita. Ma ti assicuro che, tra le tante, anche l'incombenza del lavare i pannolini non l'avremmo retta, né io né la profe... :-)

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  6. @LGO: per me il bagnetto è arrivato dopo invece il pit stop del pannolino l'ho imparato direttamente alla nursery dell'ospedale: insomma mi hanno plagiato quelle di ostetricia!!! :-))

    @fiordaliso: questa del pannolino mi pare essere l'esperienza che accomuna quasi tutti o comunque molti dei babbi odierni: prima o poi qualcuno ci dirà che era mansione troppo facile. Sulle loro pipì tempiste: millenni di esperienza ancestrale! eh eh eh

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