Se ci penso, la prima cosa che mi torna alla mente è proprio la sensazione fisica delle briciole e dei granelli di terra che, quando ci infilavo le mani, mi si appiccicavano tra le dita e si incastravano sotto le unghie.
Oggi le tasche dei miei figli mi sono piuttosto misteriose, come forse lo erano le mie per i miei genitori allora, ma immagino che la sensazione possa essere la stessa. Forse un po' meno terra, ché nella nostra vita questa è stata sostituita dall'asfalto anche dove non servirebbe e ai giardini c'è la gomma anti-infortuni.
Però l'altro giorno la donna grande ha vuotato la tasca del suo grembiule.
C'era questo.
Beh, per prima cosa mi sono chiesto cosa ci facesse una spilla da balia nelle tasche di una ottenne. Ansie da babbo: la apre e ci colpisce qualcuno, se la infila per sbaglio in un occhio... Vabbé, gliel'ho lasciata.
Poi, il bottoncino: ha dichiarato che si era staccato da una qualche camicetta, qualche giorno prima. Niente di misterioso.
Sul fazzoletto accartocciato non vi lasciate impressionare: in realtà non si tratta di un fagottino pieno di moccio verde e virulento. E' solo l'involucro del panino con la nutella che non sapeva dove buttare e quindi se l'è infilato in saccoccia.
Invece, quello che mi aveva davvero incuriosito è quel pezzetto di legno.
"Scusa donna grande, ma a cosa ti serviva questo?".
"Eh, mi serve quando ci sono le formichine che siccome mi piacciono tanto però ho un po' paura di farmele salire su un dito per vederle meglio. Allora, le faccio salire sul rametto e poi le guardo".
Ecco.
Mi è tornato in mente un antico insegnamento.
A quelli che sono affamati è inutile regalare del pesce.
Bisogna dargli la canna da pesca.
E se non è educazione questa...