L'amore ai tempi di whatsapp è insopportabile.
Pare che funzioni così: due si mettono insieme. Poi mandano un messaggino e lo dicono a tutta la classe.
- Scusa, donna grande, ma come fanno a capire che si piacciono?
- Ma che ne so, io?!
- Cioè, si piacciono a seconda di chi scrive la frase più ganza? Oppure è una gara di emoticons?
- Ma che c'entra. Magari si piacciono davvero. In fondo siamo in classe insieme.
- Ah, occhèi. Continuiamo.
- Beh. Ci sta che uno di noi che legge il msg magari conosce un'altra persona a cui dà la grande notizia che poi conosce un'altra persona che ne conosce un'altra ancora e va a finire che alla fine anche il Presidente degli Stati Uniti sa che Pinca e Panco si sono messi insieme.
- Ah, ecco... Ma, scusami eh, donna grande: ma Pinca non stava già con Ponco?!?!
- Fino a ieri. Ma poi oggi ha mandato un nuovo msg....
- Ferma, ferma. Dove l'ha mandato? Non ti seguo più.
- L'ha mandato a noi della chat di classe...
- ...Marx?!?!.....
- Come dici, babbo?
- No, niente, lascia perdere. Vai pure avanti.
- Insomma se vuoi che ti spieghi lasciami parlare. La Pinca ha mandato un msg sulla nostra chat di classe. Vuoi che te lo legga, babbo?
- Non ci penso nemmeno. Riassumilo tu.
- Ah, facile: "Raga, sono Pinca! Ho appena mollato Ponco. Ma state tranqui, non sono single. Adesso sto con Pinco". Aaahh, non sono carini?!
- Ma donna grande, non lo so. Ma Ponco che dice, non c'è rimasto male per essere stato mollato così, su uòzzap?!?!
- Ma che deve dire. E poi Ponco è proprio grullo, chi vuoi che stia con lui più di dieci giorni!
- E Pinco? È contento di essere subentrato così, via sms?
- Guarda la sua risposta, babbo! Ci sono persino i cuoricini..... Ha detto anche "sì, mi piace proprio".
- E quando glielo avrebbe detto?
- Ma uffa!, guarda qui, due righe sopra c'è il suo msg, coi cuoricini t'ho detto!!!
Ecco.
L'amore ai tempi di whatsapp è davvero insopportabile: tutta questa leggerezza.
E libertà.
Ed emancipazione.
lunedì 25 novembre 2013
sabato 16 novembre 2013
Instamondo
Stamattina la donna grande è venuta da me, piuttosto perentoria.
- Babbo, oggi con la mamma dovete discutere del mio account Instagram!!!
Ok, discussione aperta.
- NO!
Chiusa la discussione.
(O no?...).
- Babbo, oggi con la mamma dovete discutere del mio account Instagram!!!
Ok, discussione aperta.
- NO!
Chiusa la discussione.
(O no?...).
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lunedì 11 novembre 2013
Solo otto
- Babbo, ho paura.
Stranguglione: glom.
Compito di matematica, stamane: - E perché, donna grande ?!
- Perché la mia amica A prenderà 9, la B prenderà 9 e mezzo, la C, 9. E io prenderò solo 8.
Ecco, questo è quello che vi ritroverete, quando sarà radicato in loro quel fantastico senso della competizione (scolastica; ma anche di vita, prossimamente) che avevate sempre pensato fosse un po' latente. Certo, le avete insegnato che non si gareggia sempre. Che ci si prepara, si studia, si guarda e si fa il proprio lavoro. Poi si da' il meglio di sé. Si raccoglie il frutto della fatica, sereni con la coscienza.
Però poi forse, un subliminale pensierino ad una certa carenza di voglia di competere, nel senso di mettere in campo anche l'amor proprio e cercare di soddisfarlo, l'avevate fatto.
Confessate.
Eh, sì.
Bene. Ora siamo preoccupati che si pigli solo 8.
Non sarà che va anche bene così, donna grande?!?!?!
Stranguglione: glom.
Compito di matematica, stamane: - E perché, donna grande ?!
- Perché la mia amica A prenderà 9, la B prenderà 9 e mezzo, la C, 9. E io prenderò solo 8.
Ecco, questo è quello che vi ritroverete, quando sarà radicato in loro quel fantastico senso della competizione (scolastica; ma anche di vita, prossimamente) che avevate sempre pensato fosse un po' latente. Certo, le avete insegnato che non si gareggia sempre. Che ci si prepara, si studia, si guarda e si fa il proprio lavoro. Poi si da' il meglio di sé. Si raccoglie il frutto della fatica, sereni con la coscienza.
Però poi forse, un subliminale pensierino ad una certa carenza di voglia di competere, nel senso di mettere in campo anche l'amor proprio e cercare di soddisfarlo, l'avevate fatto.
Confessate.
Eh, sì.
Bene. Ora siamo preoccupati che si pigli solo 8.
Non sarà che va anche bene così, donna grande?!?!?!
sabato 9 novembre 2013
Parole sante
Popolo di viaggiatori, dice.
E infatti, come se non bastassero uscite scout, vacanze di branco, impegni scolastici, campi invernali, compiti e via giaculando, l'uomo piccolo è appena partito per il suo fine settimana judo, a sudare in una palestra su al nord.
Ogni volta l'organizzazione di questi eventi stra-ordinari sembra insormontabile. Eppure c'è saggezza nell'universo. E praticità.
Guardate cosa c'è scritto nel mail che convocava l'uscita:
"(...) Il cambio di vestiti non dovrebbe essere necessario (...). Meglio una borsa piccola e facilmente trasportabile che bambini puliti".
Ecco, talvolta le regole di vita sacrosante stanno anche dentro una comunicazione di servizio.
Parole sante. E sagge. Senza se e senza ma.
E buona domenica, judoisti.
E infatti, come se non bastassero uscite scout, vacanze di branco, impegni scolastici, campi invernali, compiti e via giaculando, l'uomo piccolo è appena partito per il suo fine settimana judo, a sudare in una palestra su al nord.
Ogni volta l'organizzazione di questi eventi stra-ordinari sembra insormontabile. Eppure c'è saggezza nell'universo. E praticità.
Guardate cosa c'è scritto nel mail che convocava l'uscita:
"(...) Il cambio di vestiti non dovrebbe essere necessario (...). Meglio una borsa piccola e facilmente trasportabile che bambini puliti".
Ecco, talvolta le regole di vita sacrosante stanno anche dentro una comunicazione di servizio.
Parole sante. E sagge. Senza se e senza ma.
E buona domenica, judoisti.
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martedì 1 ottobre 2013
La festa dei nonni
Ricevo e, nel delirio del periodo, rifletto. E condivido.
- Cara mamma...
- Ehm, veramente sarei un babbo.
- ...cara mamma, il 2 ottobre ritorna la festa dei nonni!
- Ah sì? Mah. Veramente non ne avevo mai sentito parlare.
- Questa ricorrenza cade il 2 ottobre di ogni anno per celebrare l'importanza del ruolo dei nonni...
- Ah beh, ora che ci penso, è proprio vero...
- ...il ruolo dei nonni all'interno delle famiglie e della società....
- Ecco, sì, parole sante. Riconosciamo anche il fondamentale spazio dei nonni...
- ...con il loro straordinario potere di trasmettere la memoria, le emozioni del tempo...
- Ah, che bella immagine, avete proprio ragione: i nonni come veicolo della memoria, come tramite tra le generazioni. Bellissimo il rapporto tra nonni e nipoti e.....
- ...Appunto. A tal proposito volevamo venderti un paio di splendide babbucce in pelle di muflone newyorchese. Perché non c'è nonno che non abbia bisogno di babbucce in pelle di muflone newyorchese. Compragli uno splendido paio di babbucce. Il pacco regalo è compreso nel prezzo. Ah, e non dimenticare di seguirci su facebook, su twitter, su qui, su là, su pinco e su pallino. Cara mamma....
- Ma. Veramente sarei un babbo...
- ...cara mamma, come ti vogliamo bene.
Ecco.
Altro che chiacchiere.
Una società in vendita, siamo.
I nonni, baciperugina della modernità.
- Cara mamma...
- Ehm, veramente sarei un babbo.
- ...cara mamma, il 2 ottobre ritorna la festa dei nonni!
- Ah sì? Mah. Veramente non ne avevo mai sentito parlare.
- Questa ricorrenza cade il 2 ottobre di ogni anno per celebrare l'importanza del ruolo dei nonni...
- Ah beh, ora che ci penso, è proprio vero...
- ...il ruolo dei nonni all'interno delle famiglie e della società....
- Ecco, sì, parole sante. Riconosciamo anche il fondamentale spazio dei nonni...
- ...con il loro straordinario potere di trasmettere la memoria, le emozioni del tempo...
- Ah, che bella immagine, avete proprio ragione: i nonni come veicolo della memoria, come tramite tra le generazioni. Bellissimo il rapporto tra nonni e nipoti e.....
- ...Appunto. A tal proposito volevamo venderti un paio di splendide babbucce in pelle di muflone newyorchese. Perché non c'è nonno che non abbia bisogno di babbucce in pelle di muflone newyorchese. Compragli uno splendido paio di babbucce. Il pacco regalo è compreso nel prezzo. Ah, e non dimenticare di seguirci su facebook, su twitter, su qui, su là, su pinco e su pallino. Cara mamma....
- Ma. Veramente sarei un babbo...
- ...cara mamma, come ti vogliamo bene.
Ecco.
Altro che chiacchiere.
Una società in vendita, siamo.
I nonni, baciperugina della modernità.
mercoledì 25 settembre 2013
Radio Mamma?!
La mattina davanti alla scuola. Momento rilassante, prima di cominciare la giornata. Si conversa, andiamo a prenderci un caffè insieme ai genitori coi quali, nel corso degli anni, siamo diventati amici.
Si conversa, soprattutto.
E c'è sempre una curiosità da svelare, un consiglio da chiedere, qualche dubbio da condividere, magari sul futuro scolastico: le medie. Le voci più autorevoli da raccogliere sono naturalmente quelle di chi, alle suddette medie, ci insegna.
- No, qui non ci andate, gli insegnanti non sono più quelli di una volta.
- Mah, quella scuola è molto buona, ha delle ottime sezioni musicali.
- Per carità! Mai lì, li ammazzano di compiti.
- No, non quella, è una scuola per lavativi.
- Non so cosa dirvi, perché non chiedete a chi ha già figli alle medie? Radio-mamma funziona sempre.
Ecco, sono anni che vivo (e vivrò ancora per lungo tempo) l'ambiente scolastico dei miei figli e c'è questa costante immutabile che ho sentito ripetere tante, troppe volte: radio-mamma. Le insegnanti soprattutto, donne fra le donne?, hanno spesso in bocca questa espressione: radio-mamma funziona sempre...
Come se le donne, e solo loro?, siano depositarie del verbo scolastico dei figli.
Come se fosse una sorta di chiacchiericcio da tribù, il tam tam del pettegolezzo (perché, niente da fare, questa espressione si porta dietro un vago senso dispregiativo: il volgo da marciapiede, al massimo da tavolino del bar; comunque un amplificare la vox populi come "il" verbo).
Come se quello che è andato bene per decenni (secoli?) fosse sempre e comunque valido, al di là dei tempi, dei metodi, dei modelli, delle persone che cambiano.
Come se i padri "cosa vuoi che ne capiscano loro"?
Come se non ci fosse speranza che, appunto, anche i padri, po'rini, comincino a guardarsi un po' attorno ed occuparsi del mondo che li riguarda, insieme ai loro figli. E qualcuno avrà pure cominciato a farlo, no?
Come se, in quella espressione, ci fosse il limite stesso, il confine, la gabbia di qualcosa che non deve cambiare mai.
Radio-mamma forever?
Abbasso radio-mamma!
Si conversa, soprattutto.
E c'è sempre una curiosità da svelare, un consiglio da chiedere, qualche dubbio da condividere, magari sul futuro scolastico: le medie. Le voci più autorevoli da raccogliere sono naturalmente quelle di chi, alle suddette medie, ci insegna.
- No, qui non ci andate, gli insegnanti non sono più quelli di una volta.
- Mah, quella scuola è molto buona, ha delle ottime sezioni musicali.
- Per carità! Mai lì, li ammazzano di compiti.
- No, non quella, è una scuola per lavativi.
- Non so cosa dirvi, perché non chiedete a chi ha già figli alle medie? Radio-mamma funziona sempre.
Ecco, sono anni che vivo (e vivrò ancora per lungo tempo) l'ambiente scolastico dei miei figli e c'è questa costante immutabile che ho sentito ripetere tante, troppe volte: radio-mamma. Le insegnanti soprattutto, donne fra le donne?, hanno spesso in bocca questa espressione: radio-mamma funziona sempre...
Come se le donne, e solo loro?, siano depositarie del verbo scolastico dei figli.
Come se fosse una sorta di chiacchiericcio da tribù, il tam tam del pettegolezzo (perché, niente da fare, questa espressione si porta dietro un vago senso dispregiativo: il volgo da marciapiede, al massimo da tavolino del bar; comunque un amplificare la vox populi come "il" verbo).
Come se quello che è andato bene per decenni (secoli?) fosse sempre e comunque valido, al di là dei tempi, dei metodi, dei modelli, delle persone che cambiano.
Come se i padri "cosa vuoi che ne capiscano loro"?
Come se non ci fosse speranza che, appunto, anche i padri, po'rini, comincino a guardarsi un po' attorno ed occuparsi del mondo che li riguarda, insieme ai loro figli. E qualcuno avrà pure cominciato a farlo, no?
Come se, in quella espressione, ci fosse il limite stesso, il confine, la gabbia di qualcosa che non deve cambiare mai.
Radio-mamma forever?
Abbasso radio-mamma!
giovedì 29 agosto 2013
Conversazioni estive
Tra la profe, che tentava di cantare, e l'uomo piccolo.
- Mamma, te non sei stonata come una campana. Te le fai stonare, le campane.
Ah, rilassanti le vacanze.
martedì 20 agosto 2013
Brontoenglish
Avete mai sentito pronunciare il brontoenglish?
L'uomo piccolo ha avuto la sua folgorazione: i Beatles. Che per uno che ha cincischiato fino ad oggi con quelle canzonacce subnormali che si sentono in giro, è senz'altro un bel (ri)partire.
(Certo, abbiamo avuto De Andrè, Fred Buscaglione e qualcos'altro, ma questa mi pare sia un'altra cosa, una folgorazione seria).
Così ha deciso che bisognava procurarsi una serie di album dei suddetti (e ha scelto lui, chiedendo "Yellow Submarine", "Yesterday" e, letterale, "quel disco tutto bianco". Chissà dove ha avuto tutte queste informazioni...).
Ha orecchiato per un po' alcune di queste canzoni e ha capito che "Back in the USSR" era il suo pezzo.
- Babbo, lo so che ti chiedo troppo, ma mi stamperesti il testo di "Bckndseserre", com'è che dicono?
Troppo? Pur di evitare qualche tormentone post-decerebramento, ti stampo anche un testo di Nilla Pizzi, ti stampo.
- Ma certo, uomo piccolo. Però non ho capito la canzone che vuoi...
- Ma babbo, "Bocinzeussr". Uffa come si diceee?!?!
Va be', va be'. Ho capito, la faccio breve. Sarà che alle elementari l'inglese è solo una chimera. In pochi secondi il testo è stampato e consegnato.
Ecco.
Adesso in macchina c'ho questo tizio, nel sedile dietro, che grugnisce come un brontosauro una specie di idioma preistorico. Sostiene di cantare, lui.
Però, vuoi mettere che soddisfazione aver superato di slancio gli One Direction?
L'uomo piccolo ha avuto la sua folgorazione: i Beatles. Che per uno che ha cincischiato fino ad oggi con quelle canzonacce subnormali che si sentono in giro, è senz'altro un bel (ri)partire.
(Certo, abbiamo avuto De Andrè, Fred Buscaglione e qualcos'altro, ma questa mi pare sia un'altra cosa, una folgorazione seria).
Così ha deciso che bisognava procurarsi una serie di album dei suddetti (e ha scelto lui, chiedendo "Yellow Submarine", "Yesterday" e, letterale, "quel disco tutto bianco". Chissà dove ha avuto tutte queste informazioni...).
Ha orecchiato per un po' alcune di queste canzoni e ha capito che "Back in the USSR" era il suo pezzo.
- Babbo, lo so che ti chiedo troppo, ma mi stamperesti il testo di "Bckndseserre", com'è che dicono?
Troppo? Pur di evitare qualche tormentone post-decerebramento, ti stampo anche un testo di Nilla Pizzi, ti stampo.
- Ma certo, uomo piccolo. Però non ho capito la canzone che vuoi...
- Ma babbo, "Bocinzeussr". Uffa come si diceee?!?!
Va be', va be'. Ho capito, la faccio breve. Sarà che alle elementari l'inglese è solo una chimera. In pochi secondi il testo è stampato e consegnato.
Ecco.
Adesso in macchina c'ho questo tizio, nel sedile dietro, che grugnisce come un brontosauro una specie di idioma preistorico. Sostiene di cantare, lui.
Però, vuoi mettere che soddisfazione aver superato di slancio gli One Direction?
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