E poi arriva il giorno in cui una boy band ti si infila in casa.
Passa strisciando, non la vedi, tra gli stipiti. O sottoforma alfabetica, in quella che sembra un'innocente scritta ("graffito, babbo, si dice graffito! Forse ai tuoi tempi si diceva scritta"...) sullo zainetto della donna grande.
Una foto, il formato di una figurina autoadesiva, che balena con noncuranza sulla scrivania, di pomeriggio. E una conversazione tra ragazzine, colta al volo tra un problema di matematica e un ripasso di musica: "aahhh, è proprio figo, Harry", sospirando.
Sì, ha detto figo. Lo giuro.
Quando poi, in una sera di febbraio, ti ritrovi in casa tua, al buio, in attesa che entri in cucina una torta sormontata di candeline accese e nessuno di noi è nato in febbraio, hai capito che c'è qualcosa che travalica. Che va oltre.
Ti ritrovi a festeggiare il compleanno di uno sconosciuto che non è mica lì con te. Chissà dove se ne sta, questo Harry.
E sulla torta c'è persino scritto il suo nome.
"Aaahhh, come è figo".
Così, all'improvviso (ma ormai te lo saresti persino aspettato), la figurina-formato-figurina si trasforma in un poster-formato-lenzuolo che subito trova il suo posto sopra il letto della donna grande. Si parla solo di Harry, si guardano tutti - dico t-u-t-t-i - i video su You Tube della boy band in questione - alcuni anche n volte -, si recitano a menadito i testi delle canzoni, si ripetono le melodie alla tastiera, si canticchiano brani sotto la doccia.
La mattina, prima di tutto, ci si rivolge al poster, lo si bacia e dopo, soltanto dopo, si scende dal letto.
Roba turpe, troppo forte pure per me.
Ma, quel che è peggio, persino quel povero-incolpevole-uomo-piccolo-che-passava-di-lì si trova travolto dalla boy-band-mania e non fa altro che scimmiottare sua sorella. I suoi deck e le carte di Yu-Gi-Oh! ora si dividono lo spazio con la boy band...
Una tragedia che si aggiunge a tragedia.
mercoledì 27 febbraio 2013
martedì 26 febbraio 2013
Pesce marcio
E' successo altre volte. Abbiamo le spalle larghe.
Troppo.
E questo Paese è fatto così: una parte di gente a cui sta bene una classe dirigente ladra e corrotta, laida. Una parte che non ha voglia d'altro se non di urlare, di avercelo duro, di sfasciare. E una parte che si barcamena tra etica, i propri doveri (pochi i diritti), le responsabilità del vivere civile. Quella che si potrebbe definire gente per bene.
La gente per bene, in questo Paese, non ce la fa.
E' minoranza storica. Non urla, non sbraita, non s'incazza (al massimo si sdegna o si arrabbia) e nel sistema mediatico in cui siamo calati non si sente. Chi urla più forte vince, figurarsi che risultato può avere chi parla a voce bassa, chi ha il coraggio di dichiarare "Io non abbandono la nave. Posso starci da capitano o da mozzo ma io non abbandono la nave".
I bambini hanno un occhio, un occhio lungo che è quasi utopico perché non conoscono ancora certe sottigliezze dell'essere adulti. Le scaltrezze.
Ci sta che quando tu gli spieghi quel che è successo, quali siano stati i risultati, li vedi che diventano silenziosi. Si potrebbe dire pensierosi?
Perché una loro sintesi la fanno. Ed è molto efficace. Molto.
"Babbo. Ma è come se gli italiani avessero dovuto scegliere tra un lecca-lecca e un pesce marcio. E hanno scelto il pesce marcio".
Ecco, loro non capiscono altro che questo.
Noi adulti, invece, chissà.
Troppo.
E questo Paese è fatto così: una parte di gente a cui sta bene una classe dirigente ladra e corrotta, laida. Una parte che non ha voglia d'altro se non di urlare, di avercelo duro, di sfasciare. E una parte che si barcamena tra etica, i propri doveri (pochi i diritti), le responsabilità del vivere civile. Quella che si potrebbe definire gente per bene.
La gente per bene, in questo Paese, non ce la fa.
E' minoranza storica. Non urla, non sbraita, non s'incazza (al massimo si sdegna o si arrabbia) e nel sistema mediatico in cui siamo calati non si sente. Chi urla più forte vince, figurarsi che risultato può avere chi parla a voce bassa, chi ha il coraggio di dichiarare "Io non abbandono la nave. Posso starci da capitano o da mozzo ma io non abbandono la nave".
I bambini hanno un occhio, un occhio lungo che è quasi utopico perché non conoscono ancora certe sottigliezze dell'essere adulti. Le scaltrezze.
Ci sta che quando tu gli spieghi quel che è successo, quali siano stati i risultati, li vedi che diventano silenziosi. Si potrebbe dire pensierosi?
Perché una loro sintesi la fanno. Ed è molto efficace. Molto.
"Babbo. Ma è come se gli italiani avessero dovuto scegliere tra un lecca-lecca e un pesce marcio. E hanno scelto il pesce marcio".
Ecco, loro non capiscono altro che questo.
Noi adulti, invece, chissà.
domenica 24 febbraio 2013
Buon voto
"L'Ur-Fascismo si basa su un "populismo qualitativo": In una democrazia i cittadini godono di
diritti individuali, ma l'insieme dei cittadini è dotato di un impatto politico solo dal punto di vista quantitativo (si seguono le decisioni della maggioranza). Per l'UrFascismo gli individui in quanto individui
non hanno diritti, e il "popolo" è concepito come una qualità, un'entità monolitica che esprime la "volontà comune". Dal momento che nessuna quantità di esseri umani può possedere una volontà comune,
il leader pretende di essere il loro interprete. Avendo perduto il loro potere di delega, i cittadini non agiscono, sono solo chiamati pars pro toto, a giocare il ruolo del popolo. Il popolo è così solo una finzione teatrale. Per avere un buon esempio di populismo qualitativo, non abbiamo più bisogno di Piazza
Venezia o dello stadio di Norimberga. Nel nostro futuro si profila un populismo qualitativo Tv o Internet, in cui la risposta emotiva di un gruppo selezionato di cittadini può venire presentata e accettata
come la "voce del popolo". A ragione del suo populismo qualitativo, l'Ur-Fascismo deve opporsi ai "putridi" governi parlamentari. Una delle prime frasi pronunciate da Mussolini nel parlamento italiano
fu: "Avrei potuto trasformare quest'aula sorda e grigia in un bivacco per i miei manipoli." Di fatto, trovò immediatamente un alloggio migliore per i suoi manipoli, ma poco dopo liquidò il parlamento. Ogni
qual volta un politico getta dubbi sulla legittimità del parlamento perché non rappresenta più la "voce
del popolo", possiamo sentire l'odore di Ur-Fascismo". (Umberto Eco).
Buon voto.
Buon voto.
martedì 19 febbraio 2013
Yu-Gi-Ho!
What we talk about when we talk about deck.
Avrebbe detto Carver.
Avrebbe detto Carver.
sabato 26 gennaio 2013
Dilemmi
"Babbo, ho un dilemma. Ma, secondo te, perché una ragazzina presa da sola è molto ordinata e precisa mentre un maschio è casinista e disordinato e, invece, le ragazzine in gruppo diventano disorganizzate e vulnerabili mentre i maschi all'improvviso sono una squadra e vanno diritti come un treno"?!?!?!
La donna grande è tornata da una festa di compleanno.
La donna grande è tornata da una festa di compleanno.
giovedì 24 gennaio 2013
Rapporti
Un rapporto (disciplinare) è un rapporto è un rapporto.
Eppure arriva sempre un momento in cui una mamma (curiosamente sono quasi sempre le mamme che si occupano di questi aspetti) si indigna.
E contesta.
Ché l'insegnante è alle prime armi ed inesperta.
Ché è ingiusto punire tutta la classe se a far confusione sono solo tre o quattro (mediamente sempre qualcun 'altro').
Ché bisogna dirlo (fare delazione) agli altri insegnanti e vedere cosa ne pensano loro.
Ché altrimenti i ragazzini non capiscono più come si devono comportare e se vale davvero la pena comportarsi bene se poi puniscono tutti indiscriminatamente con un rapporto disciplinare.
C'è sempre un perché anche quando forse un perché non ci sarebbe.
Ma ci sarebbe la scuola con le sue regole. I suoi errori, se di errori si tratta. I tentativi di crescere, insieme ai ragazzini. Di essere un corpo vivo.
E noi genitori, talvolta, sprechiamo occasioni per tacere.
Un rapporto (disciplinare) è un rapporto è un rapporto.
Eppure arriva sempre un momento in cui una mamma (curiosamente sono quasi sempre le mamme che si occupano di questi aspetti) si indigna.
E contesta.
Ché l'insegnante è alle prime armi ed inesperta.
Ché è ingiusto punire tutta la classe se a far confusione sono solo tre o quattro (mediamente sempre qualcun 'altro').
Ché bisogna dirlo (fare delazione) agli altri insegnanti e vedere cosa ne pensano loro.
Ché altrimenti i ragazzini non capiscono più come si devono comportare e se vale davvero la pena comportarsi bene se poi puniscono tutti indiscriminatamente con un rapporto disciplinare.
C'è sempre un perché anche quando forse un perché non ci sarebbe.
Ma ci sarebbe la scuola con le sue regole. I suoi errori, se di errori si tratta. I tentativi di crescere, insieme ai ragazzini. Di essere un corpo vivo.
E noi genitori, talvolta, sprechiamo occasioni per tacere.
Un rapporto (disciplinare) è un rapporto è un rapporto.
giovedì 17 gennaio 2013
Aiuto! Emergenza!
Si può passare t-u-t-t-a la ricreazione a parlare di "uozzapp"?!?!
mercoledì 16 gennaio 2013
Riemergere
A cena.
L'uomo piccolo stasera era in vena.
Col suo solito tono di voce, AAAAALTO, si è messo a pontificare.
"Il Pds sta progettando un piano malefico per riemergere dagli inferi e dominare la razza umana".
Così, all'improvviso.
Due cose:
1) che ne sa lui del Pds (ha ascoltato noi adulti che, a cena, in vena di rimembranze, citavamo "la gioiosa macchina da guerra")?!?!
2) già che ci siamo, se proprio qualcosa deve riemergere dagli inferi.... non era meglio far riemergere direttamente il PCI?
Per la serie: "ma noi a cena non si potrebbe banalmente conversare di calcio?".
L'uomo piccolo stasera era in vena.
Col suo solito tono di voce, AAAAALTO, si è messo a pontificare.
"Il Pds sta progettando un piano malefico per riemergere dagli inferi e dominare la razza umana".
Così, all'improvviso.
Due cose:
1) che ne sa lui del Pds (ha ascoltato noi adulti che, a cena, in vena di rimembranze, citavamo "la gioiosa macchina da guerra")?!?!
2) già che ci siamo, se proprio qualcosa deve riemergere dagli inferi.... non era meglio far riemergere direttamente il PCI?
Per la serie: "ma noi a cena non si potrebbe banalmente conversare di calcio?".
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