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lunedì 29 novembre 2010

Mangiare a mensa

"Mamma, anche le tue di lasagne sono abbastanza buone... però quelle che mangiamo a scuola, eeehh... sono più buone".

Potete voi immaginare uno smacco maggiore per una mamma, perfino food blogger?! Pare che la mensa scolastica sia meglio della cucina di casa...

Suggerimenti per ritirare su l'umore di una mamma depressa nel suo core-business?...

lunedì 8 novembre 2010

Finocchi per B

Segnalo un'iniziativa interessante, nata da un gruppo di food-blogger. Il fatto che tra loro ci sia anche, o soprattutto, la profe non toglie e non aggiunge nulla alla validità della cosa.
Naturalmente mi astengo da qualsiasi commento nel merito riguardo le dichiarazioni inquietanti del Presidente del Consiglio: non voglio rischiare la denuncia.

Qui c'è il link che spiega meglio di cosa si tratta.
Partecipate come volete: se siete food blogger potete pubblicare una ricetta ma potete anche semplicemente pubblicare il banner sul vostro blog o su Facebook o dove volete.

Il giorno è mercoledì 10 novembre.
Io lo farò.

mercoledì 2 giugno 2010

Finalmente

Finalmente piove.
Erano quasi due giorni e mezzo che c'era il sole, ci stavamo abituando male.
Nella malinconia del giorno dopo proviamo a goderci almeno il ricordo del solicello sulla spiaggia di Baratti, ieri, e il primo bagno di mare della stagione.
Freddina, l'acqua, ma bella come sempre da quelle parti. Una buca enorme, una passeggiata tra scogli e pesci-ragno (evitati, per fortuna) e a mollo, a mollo, a mollo. Poi i pargoli hanno cominciato a tremare dal freddo e quello è stato il segnale. Asciugatura, cambio costumi bagnati e via verso nuove avventure: Bolgheri.
Prima, però, noi adulti ci siamo goduti una scenetta e un aneddoto da portare via e raccontare.
Nella calca del ponte festivo, a un certo punto ci arriva accanto, e si sistema, un nutrito gruppetto: moglie, marito, due ragazze da reality. Con in più collaboratrice familiare di chiare origini est europee e relativo figlio al seguito, assolutamente trattati come due di famiglia: tanto per farsi un'idea del ceto sociale.
Occhiali da sole griffati, dei costumi da bagno femminili non ho grandi conoscenze ma così, a occhio, non mi sembravano proprio da bancarella del mercato, scarpe e sandali abbandonati sulla rena con nonchalance anch'essi di sicuro prezzo.
Su sei persone, praticamente tutte adulte, non un libro, non un giornale né una rivista o un fumetto. Nemmeno la Settimana Enigmistica.
Un paio di cellulari compaiono presto sugli asciugamani. Oh oh.
Invece no, niente di alienante. Inizia una fitta conversazione tra i componenti del gruppetto, magari un po' banalotta, ma almeno niente cellulare. Certo, voci belle tonanti.
Nel frattempo cominciano a passare alcuni venditori e i vicini non si lasciano sfuggire l'occasione di allargare la conversazione e si intrattengono volentieri, soprattutto con un paio che vendono occhiali da sole.
Malgrado gli occhiali griffati già appoggiati al suo naso, la capofamiglia si lancia in una fantastica contrattazione per un altro paio di occhiali che il venditore offriva a 10 euro. Evidentemente, alla signora 10 euro dovevano sembrare troppi e voleva scendere, almeno a 8 ("e ci guadagni lo stesso", ha apostrofato il venditore).
Ora, mi piacerebbe molto vedere la stessa signora che contratta dall'ottico ficherrimo uno sconticino sui ficherrimissimi sunglasses da 400 euro secchi. Chissà che motivazione addurrebbe...
Il primo venditore non cede e se ne va. Ne arriva un secondo, stessa scena. Dopo un po' il venditore comincia a difendersi, lamentandosi della vita difficile che fa uno come lui, del caldo su e giù per la spiaggia, del sole che batte.
La signora, sempre lei, finalmente risponde come qualcuno ha già insegnato: "ma dai, tu sei già abbronzato! Che fastidio ti da il sole"?! Assumendo pure un'espressione vagamente sdegnata.
Noblesse.
Il secondo venditore, malgrado l'offesa, cede e viene premiato: i suoi occhiali vengono acquistati, ma ad 8 euro. Come madame voleva.
Da lì in avanti, è come aver rotto gli argini. E' un crescendo, di banalità, di sfottò sottovoce ai vicini, di giudizi malevoli sui bambini delle famiglie attorno, di rimbrotti offensivi ai propri ("e sei proprio uno scassac...", apostrofa madame il figlio della colf). A un certo punto, si sente partire persino un "heil fuhrer" che, in una spiaggia affollata di tedeschi, fa voltare più di qualcuno.
Insomma, dei vicini davvero modello. Un bel prodotto della nostra società. O forse il suo humus più fertile.
In tutto ciò, il marito e padre una vera nullità. Non interviene quasi mai. Ah, il ruolo... E forse, anzi sicuro, era contento così.
Per fortuna, dopo la spiaggia ci siamo concessi Bolgheri che, malgrado Carducci e i "cipressi alti e schietti in duplice filar", è sempre un bel vedere.


E poi, non contenti della cena improvvisata nella piazzetta e del piacere degli occhi, ci siamo portati via anche un ottimo ricordo.
Del vino.
Per le sere dei giorni di pioggia, magari...

domenica 13 settembre 2009

Sontuosa cena

Sontuosa cena ieri sera, a casa di amici.
Per ritrovarsi dopo le vacanze e fare racconti, ricordare episodi. Mondi.
Il vino era buono, il cibo eccellente così ci siamo dedicati lungamente a spazzolare piatti e bicchieri: le foto delle vacanze, ci incuriosivano gli antipodi, non abbiamo avuto modo di guardarle. Recupereremo presto.
Perché alla nostra bucolica e modesta Val di Funes (talmente modesta che il sottoscritto, preso da furia jap, ha scattato quasi 700 foto in una settimana...), si è opposta una più rutilante Australia + Nuova Zelanda.
E, quindi: ubi major...
Insomma, abbiamo saputo che la carne di coccodrillo sa di pollo (che siano le comuni origini dinosauresche?!), che la bistecca di canguro è buona (ma la fiorentina?...), che all'Opera di Sidney puoi incappare in una demenziale rappresentazione a metà tra il teatro e la musica tradizionale cinese (lo sguardo in tralice di I. era inequivocabile sulla qualità dello spettacolo; invece P. da vero antropologo era più possibilista).
E sull'aereo c'era un nuovo film di John Woo (fantomatico visto che non se ne sapeva nulla dalle nostre parti), che si chiama "Red Hill 2": figuriamoci!, non s'era mai sentito parlare nemmeno del primo...

Ma.
Soprattutto.
L'intera compagnia ha convenuto che non è necessario sapere tutto, nella vita.
C'è anche qualcosa di cui si può fare a meno. Che, se anche non ne sai nulla, sopravvivi lo stesso.
Il... pop tamil!?
E io che pensavo che già Gigi D'Alessio.

martedì 9 giugno 2009

Aggiornamento (annunciazio'... annunciazio'...)

La domanda è: com'è andata?!
Annunciazio'! annunciazio'!: ci siamo divertiti parecchio, noi babbi.
E siamo sopravvissuti: ognuno è rientrato alla propria casa.
I pargoli (quindici) sono praticamente intonsi.
Come nuovi.
Né un graffio né un'ammaccatura.

...

Non è consigliabile proporre lo stesso quesito a quelli della pizzeria.
No.
Meglio di no.

Sperimentale...

Tra pochi minuti, coi compagni di classe della donna grande, tutti in pizzeria per la cena di fine anno scolastico.
Mi sono voluto togliere uno sfizio: alcuni non si sono ancora resi conto dell'accaduto ma sono riuscito a trasformare una "pizzata" per le famiglie al completo in una serata con bambini e alcuni babbi. Soltanto babbi. Mamme a casa.
Sì, sono un kamikaze.

Quasi tutti hanno fatto finta di aderire con entusiasmo...
Uno non ce l'ha fatta: l'sms giunto pochi minuti fa dice che si è ammalato e che langue a letto. Proprio oggi. Con quasi trenta gradi? Mah, forse un colpo di calore...

L'esperimento sta per avere inizio: usciamo di casa.
Volevo capire se, oltre le tante chiacchiere su parità di ruoli e responsabilità, avere figli (e gestirli) è ancora un incidente di percorso che capita alle donne.

Vi aggiorno più tardi...
Buona serata!

sabato 9 maggio 2009

Acrobatici

Oggi giornata difficile e non solo per le complicate acrobazie ginniche.
L'uomo piccolo non è propriamente un buongustaio, se dipendesse da lui mangerebbe patate anche a colazione. E poco altro durante la giornata.
E' piuttosto restio ad assaggiare cibi e gusti nuovi.
Per capirsi, non mangia nemmeno il gelato.

A pranzo, dopo l'ennesima bizza (perché optiamo per questa teoria, al momento) che lo ha portato a rifiutare sia le tagliatelle al ragù che un trancio di pizza margherita, si è sfamato con un assaggino di pomodori in insalata. Solenne ha dichiarato che così era a posto.
Altrettanto solenni, la profe ed io: “non ti azzardare a chiedere la merenda oggi pomeriggio, la fame ci si toglie a tavola”. Duri, eh!
Col cavolo (ah, non mangia neppure quello)!, dopo nemmeno mezz'ora dalla fine del lauto pasto, ha cominciato a frignare che aveva fame.

Il pomeriggio prevedeva escursione ad un parco cittadino per iniziativa dedicata ai pargoli del quartiere, acrobazie comprese. Era lì, in mezzo a decine di altre famigliuole, e merende che spuntavano da ogni dove, che bisognava mantenere la posizione.
Niente di più facile per la profe: lei è rimasta a casa a lavorare. Il sottoscritto invece si è armato di una faccia di marmo come non se ne vedevano da tempo ed è stato una specie di aguzzino.
Impassibile.
Crudele.
L'uomo piccolo ha passato il pomeriggio a rotolarsi per terra (fortuna, il prato), a lamentarsi che aveva fame, ad accusarci di essere gelosi di lui (intendeva dire di essere ingiusti con lui, rispetto alla donna grande che invece la sua, di merenda, l'ha avuta), a piagnucolare, a tentare di rubare lo zaino dove c'era la merenda di sua sorella.
"Cuore" in confronto era un'allegra commedia.
Ah, e verso casa ci siamo avviati solo all'ora che avevamo previsto. Niente sconti.
Sperando di aver fatto la cosa giusta...


Oggi giornata piacevole e caldina.
Al parco le evoluzioni acrobatiche ci hanno tenuto naso all'insù e fiato sospeso.
Tutto è andato bene.
E... a cena: avete mai visto mangiare un lupo?
Nel piatto?

giovedì 5 febbraio 2009

La merenda e l'educatore

Io me lo ricordo ancora, l'educatore Giórgio (con la o rigorosamente chiusa, come da queste parti usa), perché son passati solo 7 anni e vabbè la volatilità del neurone ma se me lo fossi già dimenticato dovrei sinceramente preoccuparmi!
Me lo ricordo bene, l'educatore Giórgio, che il sabato mattina ci accoglieva flemmatico in calzini antiscivolo sul parquet del "nidino"-famiglia, con la donna grande che all'epoca era davvero piccina, un fantolino di poche decine di etti e ci sembrava, ed era!, così piccola indifesa e bisognosa di genitori consapevoli e preparati.
Mi ricordo perfettamente, l'educatore Giórgio, che ci provava proprio a far di noi, un bel gruppo di volenterosi genitori con pargoletti, degli splendidi babbi-e-mamme che avrebbero ben saputo cosa volere per i loro bimbi, cosa scegliere e cosa dargli.
E me lo ricordo certo, l'educatore Giórgio, che ci istruiva sul cosa "proporre" a quei bambinetti, quando sarebbe stato il momento - of course! -, per merenda: "io propongo loro sempre cose diverse: una volta il pan coll'olio, un'altra volta pane e burro e marmellata, la terza un vasettino di yogurt, bianco, con un cucchiaino di miele dentro, e via e via" diceva l'educatore Giórgio.
In quell'atmosfera rilassata e moquettosa del sabato mattina, tra le dolci colline che vedevi oltre le finestre e l'educatore Giórgio (quello con la o comme il faut!) che ti sussurrava suadente, non avevi dubbi: anche noi "proporremo" alla donna grande, quando sarà diventata abbastanza grande, un'infinità di varietà di merende, naturali e casereccie e lei sarà felice, non avrà che l'imbarazzo della scelta, non potrà che ringraziarci per la splendida infanzia fatta di merende sane e buonissime...

...Puf!...

Oggi, la donna grande chiede solo la mefitica merendina della multinazionale parmense, quella che ci vorrebbe tutti uguali usciti dal mulino infarinati, e i suoi occhi diventano lucidi di bramosia quando nomina quel sordido polimero incartato dentro la plastichètta colorata.
Io e la profe ci guardiamo e, con quel senso di smarrimento, ripensiamo all'educatore Giórgio e alla sua voce suadente e "propositiva": abbiamo saltato un passaggio noi, e non ce n'eravamo neanche accorti, oppure era lui che aveva la ó troppo chiusa, come usa?!
Fòrse la secònda che hò dètto? Mah.

venerdì 9 gennaio 2009

Esercizio

Un esercizio di visualizzazione profonda. Nessun patema, proviamo a farlo insieme.
Rilassatevi.
Riuscite a vedere quell’unto-grasso-nero che si forma in fondo alla padella, sì proprio sul teflon, quando cucinate le vostre splendide scaloppine? Bene. Davvero avete presente come, se ci immergete un dito, esso sprofondi dentro quel polimero e non venga più via?
Immaginate adesso i danni che tale sguntezza riesca a produrre, una volta introdotta, per via orale/masticatoria, dentro un corpo vivente. E pensiamo ad un adulto, il cui fegato abbia comunque avuto in vita sua esperienze un po’ più forti di una sbronza di succo di frutta o di una indigestione di riso in bianco.
Ora respirate profondamente cercando, nel vostro, il respiro dell’universo. Non lo trovate, eh?!
Ecco allora pensate a me, e al mio povero cuoricino, laggiù in fondo, quando vedo la donna grande tuffarsi dritta dritta dentro quella padella e, cum gaudium magnum, agguantato il primo tozzo di pane che le capiti a tiro, mettersi a ripulire il medesimo teflon con una passione e una precisione a dir poco scientifica…
Se la vedeste davvero, nella visualizzazione profonda di cui sopra, non potreste far a meno di notare il suo sguardo estatico, la lingua che lecca le labbra, il pane immerso e poi tirato su sgocciolante (si fa per dire, il polimero è praticamente un unico agglomerato), la masticazione languida e gioiosa. E poi ci torna, ancora e ancora. “Babbo mi tagli un’altra fettina di pane?”.

Fettina, la chiama lei…

Ma come fa?!?!, amore del babbo.

Ho già mal di fegato. Io.


P.s.: se avete avuto maldifegato anche voi la visualizzazione è riuscita. Altrimenti esercitatevi meglio, principianti!

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